Consigli di stile per piccoli spazi

Vivendo nelle grandi città, il concetto di piccolo spazio non è tanto avulso dalla nostra esperienza quotidiana, siamo abituati a vivere in piccoli appartamenti, in spazi condivisi, durante i nostri percorsi di studio, poi, alla ricerca del primo spiraglio di indipendenza domestica e molto spesso, vittime del crollo dell’economia e del caro vita, creiamo famiglie con le quali ci troviamo a “sopravvivere” all’interno di spazi che ci defraudano di individualità e solitudine. Perché diventiamo prede inermi di questi eventi, perché non riusciamo a riscoprire il valore e il significato dello spazio che condi-viviamo?

Scoprire lo spazio che viviamo è quello che serve per riuscire a condividerlo in armonia con gli altri, ricercando in esso, necessariamente, una dimensione individuale, come un’aura all’interno della quale riscopriamo il nostro io, il nostro essere e l’essere per l’altro. La ricerca di questa armonia, sta proprio nel riuscire a domare il caos esteriore che molto spesso è solo un riflesso del nostro caotico io, un disordine ambientale non è altro che un disordine mentale, a volte basta semplicemente guardarsi attorno per capire che qualcosa dentro di noi non funziona bene.

Qualche giorno fa leggevo un articolo su una nuova figura che si sta delineando nel mondo dell’architettura e dell’interior design, l’architologo, incuriosita da questo neologismo mi sono documentata e ho scoperto che in realtà non c’è niente di nuovo, tutti noi architetti lo siamo, chi più chi meno, tutti noi siamo un pò psicologi dell’architettura, dello spazio e delle persone che vivono quello spazio, in fondo impariamo a capire le persone, interpretiamo le loro esigenze e trasliamo nei nostri progetti i loro gusti, certo con dedizione e creatività veicoliamo le loro scelte verso il nostro modo di fare architettura, ma sempre rispettando la personalità e la passione di chi farà proprio quello spazio.

Progettare uno spazio piccolo, cosi come arredarlo forse richiede qualche attenzione in più, uno studio dettagliato di ogni elemento che lo compone. Il concetto di arredo quindi va ripensato in chiave di  progetto funzionale dello spazio in ogni sua accezione, luci e colori, dalla dislocazione dei mobili alle soluzioni alternative, cioè studiare la funzionalità degli ambienti secondo la logica del massimo utilizzo, ogni angolo diventa sfruttabile, costruire un progetto come un abito su misura.

Mobili polifunzionali
Oggi la produzione industriale da quella economica a quella di alto livello, cosi come la manifattura artigianale di produttori locali, risponde benissimo alla richiesta sempre crescente di personalizzazione dello spazio. Dai grandi marchi, all’arredo più economico, riusciamo facilmente a trovare soluzioni per arredare spazi piccoli: librerie modulari con scrivanie retrattili o a scomparsa, letti a scomparsa, tavoli allungabili. Cabinet che assolvono più funzioni o cucine monoblocco che uniscono lavaggio e cottura.
Il segreto è progettare con intelligenza, pensare nel dettaglio ad ogni spazio, immaginarlo, per renderlo vivibile e meglio rispondente alle proprie esigenze e alla propria personalità, ciò non significa riempire ogni singolo cm dello spazio a disposizione, perché si rischia di affollare gli ambienti facendone perdere il significato funzionale ma soprattutto si rischia di creare uno spazio sterile, avulso non più in grado di comunicare serenità ed equilibrio.

Personalmente alla grande distribuzione prediligo sempre il progetto degli arredi personalizzati insieme a quello degli spazi, progettare un mobile, che abbia una forma, fatto con un certo materiale o colore, che abbia una o più funzioni, un arredo pensato all’interno dello spazio in cui vivrà, perché insieme riusciranno a raccontare una storia, la storia di chi vive quello spazio.

Come spesso accade nei monolocali, la necessità di concentrare diverse funzioni nello stesso spazio porta alla scelta di soluzioni ibride o trasformabili. Cucine monoblocco lavaggio e cottura, posizionate a isola per dividere gli ambienti o collocate in una nicchia da occultare o meno (nel caso di unico ambiente).

Per sfruttare al meglio gli spazi verticali, optare ad esempio per mensole utili a posizionare e conservare gli accessori, va bene in ogni stanza (la cucina, il bagno, il soggiorno, la camera da letto). Con le mensole puoi sfruttare di più le pareti e recuperare quasi sempre spazio sul pavimento.

Optare per uno specchio di grandi dimensioni per ampliare il campo visivo di un’intera stanza. Gli specchi aumentano la luminosità e la percezione dello spazio. Non ne occupano alcuno e aiutano moltissimo a non sentirsi rinchiusi in un appartamento troppo piccolo.

Negli spazi piccoli è molto intelligente cercare soluzioni alternative all’utilizzo delle porte tradizionali. Le porte scorrevoli per esempio, risparmiano tutto lo spazio delle porte tradizionali in quanto non si aprono all’interno di nessuna stanza, ma si nascondono nei muri.
I separè, le librerie, le tende sono tutte soluzioni creative per dividere uno spazio senza chiuderlo completamente, rendendolo organico e integrato.

No agli armadi di grandi dimensioni o mobili ingombranti, prediligere l’arredo su misura, letti contenitori, mobili sospesi, come comodini o mensole in alternativa; non addossare mobili alle pareti in quanto restringono lo spazio.

Per un monolocale sarebbe pratico inserire una parete attrezzata che divida la stanza in due parti, creando una zona giorno ed una zona notte. Mobili bifacciali, doccia in bagno, sanitari sospesi, tavoli non fissi ma allungabili, evitare controsoffitti se non si hanno grandi altezze (in tal caso potrebbero aumentare la possibilità di spazio sfruttabile).

Luci
Spazi ridotti necessitano di molta luce per configurare gli ambienti, l’illuminazione rende lo spazio più ampio. Avere angoli bui riduce ulteriormente il locale, inoltre oggetti e complementi d’arredo sparirebbero alla vista; in caso di luce naturale scarsa è meglio disporre diversi punti luce: faretti direzionabili di facile installazione e alto risparmio grazie all’utilizzo di lampade led a basso consumo, ridurre al minimo lampade free standing (es. le piantane) in quanto possibili elementi di intralcio sul pavimento.

Colori
Evitare i toni scuri per il soffitto in quanto darebbero immediatamente la dimensione di una stanza molto bassa. Effetto peggiore scegliere un colore scuro per un’intera stanza: restringerebbe ulteriormente lo spazio, costringendo ad utilizzare diversi punti luce per compensarne la mancanza. Prediligere tinte chiare, tonalità neutre per creare l’illusione di uno spazio più grande, dando maggior senso di ariosità. Anche per i rivestimenti, quando possibile, scegliere materiali di tonalità chiare come un parquet di rovere,  elementi in vetro (anche piastrelle), il marmo, o la resina che crea l’illusione di continuità delle superfici, rompendo l’ostacolo visivo della sovrapposizione di colori e materiali dei classici rivestimenti in piastrelle;  contrastano la sensazione di occlusione, accentuano i riflessi di luce sulle pareti e contribuiscono a dilatare l’ambiente.