#designcafè: chatelaines

Qualche giorno fa girando in rete, la mia attenzione è stata attirata da un’immagine molto particolare che mostrava un oggetto alla vista molto prezioso, subito incuriosita ho cercato di capire di cosa si trattasse. Il suo nome è Chatelaine, e richiama la figura della castellana che possedeva le chiavi del castello, termine che però non fu utilizzato prima del 1828, quando una rivista londinese “the World of fashion” pubblica un articolo in cui per la prima volta compare l’accessorio, molto di moda in epoca vittoriana.

Qualcuno avrà già sentito parlare di quest’oggetto, qualcun’altro (come me) no, ma da quando ho scoperto la sua esistenza mi ha appassionato talmente tanto che ho cercato di sapere tutto cercando sul web ma anche consultando diverse pubblicazioni, tra cui il volume di Genevieve Cummins, co-autore, insieme a Nerylla D. Taunton  di Chatelaines: Utility to Glorious Extravagance, Woodbridge, Surrey : Antique Collectors’ Club, 1994,  sulla storia dimenticata delle chatelaines.

Sembra un vezzo ma non lo era, in realtà sembra non avere nobili origini, era un oggetto indispensabile per le donne lavoratrici, lo avevano governanti, sarte, anche infermiere, lo tenevano legato in vita alla cintura o appuntato come una spilla. Oggi sembra somigliare molto ai nostri braccialetti con charms, ma in realtà era più indispensabile per le donne, racchiudeva il loro mondo. Dagli oggetti che scendevano sui fianchi delle signore, si poteva comprendere il loro ruolo sociale, il loro lavoro o sulla base della preziosità degli oggetti, si poteva capire a quale ceto sociale appartenessero. Un accessorio essenziale per quel periodo, per le donne che non potevano permettersi una borsetta, che era esclusivamente un vezzo delle signore della buona società, molto spesso si vedevano indosso alle governanti corredate da una serie di chiavi che aprivano le varie stanze delle case o delle forbici con dei portalenti e porta aghi, per le donne che ricamavano o ancora scatoline porta pillole o portasali o essenze che servivano a rianimare le signore dai frequenti svenimenti, potevano essere corredate di termometro per le infermiere fino ad accogliere accessori per il belletto delle dame, come porta rossetti o porta profumi, contenere articoli da toeletta, o penne e piccolissimi carnet che servivano alle  dame per appuntare la lista dei gentiluomini a cui avrebbero concesso un ballo. Potevano essere di metalli preziosi o meno preziosi, c’era anche la variante al maschile con gli orologi, ma per lo più restavano un accessorio prettamente femminile, in cui la tipologia dei pendagli variava in base alle esigenze di chi lo portava.

Questo oggetto mi fa sognare davvero, mi affascina pensare che celasse i segreti delle donzelle e la sua eleganza, un accessorio davvero prezioso e indimenticabile, peccato sia stato molto sottovalutato nel tempo, forse perché poco pratico, ma rimane un oggetto di straordinaria bellezza.

Di seguito alcuni link che potete consultare se interessati:

https://www.collectorsweekly.com/articles/the-killer-mobile-device-for-victorian-women/

https://www.langantiques.com/university/chatelaine/

Foto: Due esempi di chatelaines, da sinistra in stile art Nouveau con pendagli da ricamatrice, a destra chatelaine appartenente ad una dama.

Immagini estratte dal sito https://www.collectorsweekly.com/articles/the-killer-mobile-device-for-victorian-women/