Il valore patriottico dell’arte – l’esposizione dei ventagli al Circolo Artistico, Palermo 1915.

  • G. Sagone, Cartolina ricordo della Mostra del Ventaglio Patriottico, Palermo, agosto 1915, cartolina storica (collezione privata)

In un clima di tensione e sofferenza, un vento di generosità ed empatia patriottica soffia tra le sale del Circolo Artistico, inebriando di gioia e speranza un popolo che sente su di sè e su tutto il proprio paese, il pesante giogo della crudeltà della guerra.

Alla fine di una calda estate del 1915, un sodalizio artistico, nato dalla generosa idea del «Giornale di Sicilia» e del Circolo Artistico,[1] dà vita ad un evento gioioso volto a lenire le pene dei soldati in guerra, un’evento benefico che coinvolgerà le menti artistiche più raffinate, le più colte e le più fantasiose, in una rappresentazione del sentire patriottico, attraverso una mostra di Ventagli dipinti, realizzati dagli artisti più noti e da generosi cittadini che mettono a disposizione della comunità, arte e dedizione patriottica.

L’evento, svoltosi presso il Circolo Artistico con sede a Palazzo Larderia, il 29 Agosto 1915, simbolo di solidarietà e di speranza, solleva gli animi e con vivace leggerezza, unisce artisti, personalità di spicco e gente comune per alleviare le anime dei soldati in guerra con una raccolta fondi benefica, attraverso la vendita di ventagli patriottici in mostra durante l’esposizione per il concorso indetto dal «Giornale di Sicilia».

Promotore  e organizzatore della mostra sarà Francesco Colnago, redattore del «Giornale di Sicilia», già noto promulgatore di cultura e arte, che promosse l’iniziativa di organizzare la Biennale d’Arte in Sicilia. La scrupolosa cura nella progettazione del’evento, determina la volontà di farne un grande avvenimento, pertanto vengono richiamati i più valenti artisti del tempo per la realizzazione di una mostra di ventagli patriottici, frutto dell’ingegno artistico di grandi nomi, tra cui Ernesto Basile, Ernesto Armò e Giuseppe Capitò,Pietro Volpes, AleardoTerzi, Salvatore Gregorietti, Ettore De Maria Bergler, etc…

Nel ventaglio, oggetto di bellezza ed eleganza, è racchiusa un’infinità di significati, esso nasconde un sorriso impertinente, svela un pettegolezzo, smorza un imbarazzo. Il ventaglio che con la sua leggerezza abbellisce e completa la toeletta di una signora, diventa un mezzo per testimoniare l’orgoglio e l’impegno civile di un popolo, attraverso i messaggi allegorici sapientemente rappresentati in esso, dalla creatività degli artisti partecipanti. Questo lo spirito che mosse gli animi per l’organizzazione della mostra insieme alla volontà di rendere onore ai soldati, raccogliendo fondi da devolvere in beneficienza alle famiglie dei soldati. Per questa meritevole iniziativa saranno chiamati a raccolta i più influenti artisti del periodo, cosi come quelli nascenti, che risponderanno con entusiasmo all’evento, combattendo per i soldati non col fuoco, ma armati di arte e bellezza.

In verità, compito arduo quello assegnato agli artisti siciliani: chiudere nell’agile curva di un ventaglio un simbolo, un’allegoria, una figurazione o una rappresentazione della patria in armi (…) I limiti del tema e l’inibizione di spaziare liberamente nei campi e nei cieli dell’arte rendevano ben difficile l’opera dei nostri artisti. Ebbene essi dalla vastità del loro sentimento di amor di patria, dalla loro fantasia, dalla loro coltura hanno attinto, cosi puri argomenti e cosi lucidi motivi da aver saputo dare una varietà meravigliosa a questa piccola mostra dei ventagli patriottici, sorta come per un prodigio e assurta subitamente ad un avvenimento d’arte. (…) a questa originale e schiettamente italica esposizione, (…), hanno portato il loro contributo quasi tutti i più illustri architetti, pittori e scultori che sono vanto di questa terra siciliana[2].

Fra gli architetti partecipano Ernesto Basile, che realizza un ventaglio ornato di sinuosi e freschi motivi floreali a bacche e foglie, a disposizione simmetrica con al centro gli stemmi patriottici; Ernesto Armò, più imponente nella rappresentazione di un palazzo con torri merlate e impaginato bugnato con ai lati rovine e simboli di guerra tratti dalle decorazioni della Cattedrale di Reims; per finire con una rappresentazione incantata della strada di Nabresina con lo sfondo del mar Adriatico nel ventaglio dipinto da Giuseppe Capitò.

Tra gli scultori che partecipano all’esposizione, Gaetano Geraci che fa del suo ventaglio un auspicio per la rinascita dell’Italia, Benedetto D’amore dipinge cavalli dalle criniere svolazzanti, Leopoldo Messina raffigura in un’allegoria quasi fiabesca, un cavaliere che uccide un’idra posta a guardia di due fanciulle che simboleggiano le città che devono essere ancora liberate dal giogo dei nemici. Un profilo di donna, disegnato a sanguigna da Mario Rutelli, sembra simboleggiare la vittoria che porta in trionfo un ramo di quercia a cingere le tempie dei soldati.

La sezione pittori, raccoglie una produzione più copiosa, dovuta ai numerosi artisti che vi parteciparono, si documentano circa cento pittori, più e meno importanti per il panorama artistico del periodo, sicuramente tra i più noti Ettore De Maria Bergler che riesce in un cosi piccolo spazio a rendere impeccabile e leggiadra la sua opera, carica di significazione patriottica e perfezione nella composizione del dipinto, da un lato in lontananza le navi dei soldati che combattono per la patria, dall’altro un gruppo di donne perfettamente definite nei gesti, negli sguardi esprimono anch’esse un sentimento di amor di patria. Luigi Di Giovanni celebra la vittoria con un angelo che impugna la bandiera dell’Italia, scuotendola in cielo, dalla composizione si distinguono tre parti nette, uno sfondo in cui si vedono monti nevosi e rossi, allegoria del sangue versato dai soldati, al centro l’angelo che sventola la bandiera e in primo piano un gruppo di donne che con i loro gesti, e i loro sguardi esprimono sentimenti di amore. Ma le prestigiose creazioni sono numerose, nate dall’arte di Salvatore Marchesi, Antonio Rocchetti che glorifica i soldati, ancora Carmelo Giarrizzo e Pietro Volpes, Salvatore Gregorietti che realizza due ventagli, uno rappresenta un semplice arazzo, l’altro allegorico ritrae un angelo che porta il ramo della vittoria per cingere le teste dei soldati, in un cielo azzurro che fa da sfondo a un sentimento di pace e serenità che permea tutta la composizione. Quattro i ventagli che Rocco Lentini dona in favore dell’evento, tutti eseguiti con pregiata maestria e tecnica raffinata. Anche Giovanni Lentini partecipa con le sue rappresentazioni. Rosario Spagnoli racconta di una rinascita, una primavera italica rappresentata da tre fanciulle che raccolgono fiori, Gennaro Pardo e Mario Mirabella, Onofrio Tomaselli e Giuseppe Rondini, per finire con Aleardo Terzi e Francesco Anastasi. Tra gli altri, non meno importanti Francesco Camarda, Francesco Giampaolo e Giovanni Sagone, che realizza la cartolina commemorativa per la mostra. La cartolina raffigura un guerriero che davanti a un tripode tende il braccio a pronunciare un giuramento di libertà e indipendenza. Tra gli altri partecipanti, Gioacchino Enea, Manlio Giarrizzo, Francesco Lo Verde, Salvatore Gagliano e Tommaso Vicari. Per finire con Savatore Calderone, Rosario Lo Cicero, Giovanni Sgritta, Domenico Mancuso, i tre Violante, Rosario Messina Faulisi, G. La Parura e Giovanni D’amico Fiorenza. Giovanni Raimondi, Francesco Scafidi e Ludovico Li Vigni, Filippo D’Angelo, V. Di Giuliani, Giuseppe La Seta, Gaetano Pavone, Giuseppe Alajmo e Vincenzo Parisi, Ferdinando Fontana, Filippo Meli, Paolo Bevilacqua e Ludovico Rocchetti. Salvatore Mortillaro, Santi Planeta e Ruggero Bracco.

Alla mostra contribuiranno anche “gentili signorine” donando i loro ventagli, anch’esse parteciperanno all’asta, riscuotendo un moderato successo.

Per l’esposizione saranno allestite tre sale del Circolo Artistico, il montaggio e la preparazione della mostra saranno affidati ad una commissione formata dall’architetto Francesco Paolo Rivas, dai pittori Salvatore Gregorietti, Salvatore Marchesi e Luigi Di Giovanni. Le sale del Circolo Artistico ornate di ghirlande fiorite, alberelli e festoni disposte a cornice delle opere d’arte, un grande ventaglio tricolore di fiori e foglie che accoglieva i visitatori nella hall d’ingresso del piano superiore, opera dei giardinieri municipali, messi a disposizione dal sindaco, per il grande evento.

Alle 16 del 29 Agosto del 1915, presso il Circolo Artistico si inugura la mostra dei Ventagli Patriottici, in un clima di leggerezza, ricercato quasi bramato davanti al tetro spettacolo della guerra, vengono accolti gli avventori, i visitatori, personaggi politici e artisti, che tra le sale si muovono estasiati dai profumi degli addobbi e dalla bellezza delle opere d’arte. Ad aprire la mostra sarà il discorso di Biagio La Manna, presidente del Circolo Artistico, grazie al quale questo evento, ha potuto compiersi, senza badare a spese per la sua organizzazione. Tra i personaggi di maggior rilievo che parteciparono alla mostra, Giuseppe Pagano Rizzo in vece del sindaco, il Prefetto della Provincia Vincenzo Pericoli, il Presidente del Comitato per la difesa civile senatore principe di Trabia. Il discorso conclusosi con fragorosi applausi, dà inizio all’asta per la vendita dei ventagli, per pubblico incanto. Il «Giornale di Sicilia» del 28 agosto 1915, nella sezione Cronaca di Palermo rende note le norme per la vendita all’asta: «La vendita dei ventagli avrà luogo al pubblico incanto restando ciascun ventaglio aggiudicato al maggiore offerente. Il prezzo di uscita per ogni ventaglio sarà di lire cinque, l’acquirente pagherà in contanti la somma per la quale gli sarà  aggiudicato il ventaglio. I ventagli acquistati saranno consegnati ai compratori, e al loro domicilio, appena dichiarata chiusa l’esposizione.»[3]

Il primo ventaglio ad essere venduto sarà quello di Ernesto Basile, acquistato proprio dal commendatore La Manna per conto del Circolo Artistico battuto all’asta per 500 lire. Seguiranno il ventaglio di Luigi Di Giovanni acquistato da Pagano Rizzo su incarico del sindaco Tagliavia, battuto all’asta anch’esso per 500 lire. La Banca Commerciale, acquista il terzo ventaglio all’asta, opera di Ettore De Maria Bergler, anch’esso per lire 500, cosi come quello dello scultore Mario Rutelli, acquistato dal direttore del Banco di Sicilia.

«Una mostra che raccoglie tutte queste opere d’arte non è un avvenimento passeggero, non resta circoscritta nei limiti di una semplice opera di bontà, ma da essi trabocca per passare nella storia e per ricordare ai lontani nepoti con quale somma di pura idealità abbiamo combattuto questa guerra».[4]

L’incasso dell’asta dei ventagli in mostra, conclusasi il 5 settembre, supera il ricavato di 10.000 lire, una splendida riuscita per un evento che testimonia il coinvolgimento di un popolo, che attraverso l’impegno, la generosità e il sentimento artistico ha trasformato un avvenimento sociale in un’arma di bellezza che condanna le barbarie della guerra con la magnificenza dell’arte.

[1] Il Circolo Artistico nasce nel 1882, nei locali della drogheria Valenti, divenuta poi Libreria Dante-Flaccovio; negli anni cambierà numerose sedi tra cui la libreria Reber, Palazzetto Trabia, fino a Palazzo Gangi, già Larderia dove resterà fino al 1921. Successivamente passerà a Palazzo Utveggio in piazza Verdi, Villa Whitaker in via Cavour, fino ai locali dell’Usis di via della Libertà dove resterà fino al 1994. Tra i vari presidenti del Circolo si annoverano personaggi quali G.B. Filippo Basile e Ernesto Basile, che ricoprì la carica dal 1905 al 1912. Tra i frequentatori e soci del Circolo, i più grandi artisti siciliani di fine Ottocento e inizio Novecento,  Francesco Lo Jacono, Cortegiani, Ettore De Maria Bergler, Luigi Di Giovanni,  Mario Rutelli, Spagnoli, Geraci, etc.. protagonisti delle numerose esposizioni che si tenevano al Circolo con cadenza annuale. Il Circolo tra i promotori dell’Esposizione  Nazionale del 1891-92 e affincherà per un periodo la Società Promotrice Siciliana di Belle Arti per l’organizzazione  di diverse mostre, tra cui quelle del filone Pro Patria, negli anni della Prima Guerra Mondiale, quella del Ventaglio Patriottico 1915.

[2]Francesco Colnago, La Mostra del Ventaglio, in «Giornale di Sicilia» 28-29 agosto 1915.

[3] Manifestazione di arte e di patriottismo. Le norme per la vendita all’asta in «Giornale di Sicilia» 27-28 Agosto 1915,  Cronaca di Palermo.

[4] Francesco Colnago, La Mostra del Ventaglio, in «Giornale di Sicilia» 28-29 agosto 1915.