Tadelakt cultura e tradizione tra polvere e colore

Premetto che amo in modo particolare la cultura araba e tutto quello che sta dentro di essa.

Subisco il fascino (come penso tanti di voi) delle calde serate nel deserto, dei colori che sprigionano i paesaggi esotici, sembrano tele dipinte di ocra, nelle sue più svariate cromie, del rosa accecante dei deserti di sale, all’ azzurro dei cieli tersi che sprigionano profumi di terra, di spezie e che dissolvono le voci di preghiera che scandiscono il tempo di un mondo che sembra essersi fermato.

Amo la lucentezza, l’orgoglio e il pregio che si nasconde dietro ruderi di un passato che mai tornerà, di architetture dalle mille e una notte che sembrano uscire da un film di Walt Disney, ciò spiega anche la mia passione per la letteratura araba e islamica, la mia voglia di scoprire e conoscere usi e costumi di questo mondo per me stupendo ma purtroppo molto spesso disprezzato…

Ma non è di questo che voglio parlare.  Il mio interesse o meglio, la mia inclinazione naturale, mi ha portato a studiare nel tempo le architetture, le abitazioni, il concetto di spazio nel mondo arabo, non basterebbe un’enciclopedia per approfondire l’argomento, ma più di tutti la mia attenzione si è focalizzata sul culto del Bagno Turco, l’ Hammam e il suo significato nel mondo arabo.

Hammam, un po’ di storia

Per riuscire a comprendere pienamente il significato di questo culto bisognerebbe immergersi nella storia già a partire dai romani che furono i primi ad introdurre i bagni pubblici all’ interno della città, noti con il nome di terme.

Quando la tradizione romana varcò i confini del mondo occidentale, l’esperienza ingegneristica dei tempi si unì al culto della purificazione del corpo tipica dell’impero ottomano, dando vita ai Bagni Turchi, meglio noti come Hammam, luoghi di culto, in quanto la cultura islamica indica la pratica dell’ Hammam, come un percorso di purificazione necessaria per avvicinarsi ad Allah.

Non voglio entrare nella mera descrizione della struttura del bagno, ma questa premessa era necessaria per comprendere l’importanza del ruolo sociale del bagno turco, e di quanto questo caratterizzi ancora oggi la città islamica e il suo significato all’ interno di essa.

Tadelakt, caratteristiche

L’aspetto che vorrei approfondire da architetto e designer, è quello della materia, del rivestimento delle superfici dell’ Hammam. Secondo la tradizione l’aspetto levigato, brillante e impermeabile delle superfici è dovuto al rivestimento in Tadelakt , un rivestimento murale a base di calce prodotta nelle antiche fornaci a legna di Marrakech, già utilizzato nel XIII sec. per la costruzione di bacini artificiali, più tardi per rendere impermeabili le cisterne, successivamente per le sue caratteristiche che rendevano le superfici molto resistenti e di pregio estetico, comincia ad essere utilizzato sia come rivestimento per interni che per esterni.

Il Tadelakt sia nel processo produttivo, che di posa si identifica come un materiale green, eco-sostenibile, parole chiave oggi molto ricercate nel campo dell’edilizia, dell’architettura e del design, e oggi più che mai per le sue caratteristiche naturali è particolarmente adatto alla sanificazione degli ambienti, in quanto offre un ottimo isolamento termico.

Il suo essere permeabile all’ aria ed impermeabile all’ acqua, lascia “respirare” le pareti evitando fenomeni di condensazione. Ha inoltre virtù fungicide e battericide che mantengono salubri gli ambienti, allontanando muffe e i batteri.

Le tecniche di realizzazione, tramandate solo oralmente, mai scritte, rendono questo materiale unico.

Tadelakt, materia e tradizione

Il processo di preparazione è lento e molto legato alla tradizione, nella cultura marocchina, la preparazione avveniva esclusivamente per mano dei Maalem, una maestranza specializzata, i maestri, coloro che sanno; la calce per la realizzazione del Tadelakt è frutto di un lungo processo di lavorazione che parte dall’ estrazione di rocce calcaree sedimentarie, di cui Marrakech è ricca nel sottosuolo, rocce estratte da artigiani berberi che selezionavano con cura la materia prima e si occupavano del processo di cottura.

Le pietre venivano poi disposte accuratamente all’ interno di fornaci dislocate appena fuori città, una volta preparato il forno, coperto da uno strato di argilla cruda necessario a non far disperdere il calore, le rocce verranno cotte a temperature di 900°, e i forni alimentati per almeno due giorni.

Il processo, prevedeva dopo la cottura, il raffreddamento e successiva reidratazione con acqua delle pietre ridotte in polvere di calce e passate al setaccio, procedura necessaria per distinguere calce di prima scelta e di seconda scelta.

In un secondo momento, si procedeva all’ asciugatura all’ interno di sacchi traforati per la farina.

Per preparare il Tadelakt per l’uso, i maestri mescolavano la calce prodotta dal processo di cottura con acqua, ma senza aggiungere sabbia, in quanto le parti impure del calcare si comportano da inerti.

Tadelakt, la posa

La posa del Tadelakt veniva fatta su una superficie molto ruvida, prima dell’applicazione la superficie da trattare veniva irrorata con abbondante acqua, per innescare una reazione chimica, la carbonatazione, necessaria a fissare il materiale sulla superficie.

Il materiale applicato a doppio strato, veniva poi compattato e lisciato manualmente e con strumenti appositi.

Dopo 24 ore dalla posa, ad asciugatura avvenuta, veniva lucidato con pietre di fiume levigate; la idrorepellenza del Tadelakt, caratteristica peculiare di questo materiale, lo rende molto particolare e adatto come rivestimento per ambienti molto umidi (appunto gli Hammam o anche bagni o cucine di casa, o anche per esterni), l’impermeabilizzazione veniva fatta con l’applicazione di uno strato di sapone nero, all’ olio d’oliva, che lo protegge e lo rende traspirante (applicazione che oggi viene ripetuta periodicamente per mantenere l’effetto idrorepellente).

Tadelakt, colore e finitura

Il Tadelakt una volta posato ed asciugato acquisisce un colore naturale molto simile al beige, la bellezza è data proprio dalle sfumature che si creano naturalmente durante il processo di lavorazione, è possibile però modificare il colore originale con terre naturali e colori resistenti alla calce. Come ultimo passaggio per aumentarne la resistenza all’ acqua, dopo circa 20 giorni, si applicava uno strato di cera soprattutto sulle superfici che necessitano una resistenza maggiore (esterni, vasche, docce, fontane)

Ancora oggi si utilizza lo stesso metodo di produzione e lavorazione, nel pieno rispetto della tradizione e della cultura marocchina, utilizzando sempre materie prime di particolare pregio e qualità superiore.

In foto, alcune applicazioni.

3. Foto estratta dal sito : www.tuttogreen.it

4. Foto estratta dal sito : http://www.maler2projekt.it/

5. Costruzione ecologica in Sicilia con il bagno in Tadelakt foto estratta dal sito : www.tadelakt.it

Per le informazioni sul Tadelakt ho trovato molto interessante il sito :

www.tadelakt.it

www.pquadrosrls.it/tadelakt/